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Attenti al lupo…di Wall Street!

Leonardo Dicaprio in The Wolf Of Wall StreetFresco di visione del tanto atteso THE WOLF OF WALL STREET che, nonostante abbia diverse nomination agli Oscar, in Italia è uscito solo ora. All’uscita dalla sala sono stato pervaso da un fremito e mi sembrava di aver assistito al film dell’anno. Si, la sensazione è quella di aver appena assistito ad un film epocale, l’adrenalina è a mille e sembra di essere uno dei tanti drogati felici presenti nella storia; poi il battito cardiaco torna a ritmi normali e tutto diventa chiaro: il film è sicuramente ottimo ma non rivoluzionario, anzi…ma qua siamo di fronte a un Leonardo Di Caprio TOTALE.
Nella recensione precedente, ovvero quella di American Hustle, ho precisato di volerle far uscire insieme proprio per permettermi dei raffronti tra i due film che insieme raccolgono una quindicina di nomination dell’Academy. Dove sta la differenza sostanziale tra i due film? American Hustle è un film veramente bello che si può consigliare a chiunque, tutto studiato nei mini dettagli e con un cast stellare. The Wolf of Wall Street è invece un film intenso, eccessivo negli eccessi, dove un Di Caprio forse all’apice della carriera riesce ad essere il punto forte del successo che sta ottenendo. Cosa intendo? American Hustle vincerà l’Oscar come Miglior Film, mentre Leonardo Di Caprio vincerà la statuetta per il Miglior Attore Protagonista (potrei sbagliarmi ma adoro scommettere).
Veniamo ora al film in questione.Si tratta di un adattamento dell’omonimo libro autobiografico scritto da Jordan Belfort, un broker che si fa strada nella Wall Street di fine anni ’80, fino a fondare la Stratton Oakmont, una società di brokeraggio che fondava la sua attività sulla vendita di azioni fraudolente. Quello che forse colpisce di più è lo stille di vita di Belfort, un campione di eccessi che passa da essere un maritino premuroso a basare la sua stessa esistenza su folli feste, alcool, qualsiasi tipo di droga e prostitute a gogò (oggi forse verrebbero definite “poliamorose”).
Ho sentito un po’ di valutazioni perbeniste che mi hanno turbato, ovvero “ma alcune scene erano ridondanti”, “c’è troppa droga e prostituzione, hanno esagerato”, “per come è stato descritto il protagonista, sembra quasi si debba prenderlo come esempio per aspirare ad una vita sopra le righe” e così via. Carissimi Papa Boys, prima di tutto si tratta di un film V.M. 14 e poi stiamo parlando della biografia di un individuo infine arrestato per frode e riciclaggio di denaro, non di certo un santarellino. Inoltre, noi comuni mortali, cosa ne possiamo sapere della vita di una persona che guadagna 1 milione di $ a settimana? Suvvia, certe osservazioni lasciano davvero il tempo che trovano.
Si è vero, spesso il film è ridondante ma credo che sia proprio voluta la cosa, per poter rappresentare per bene tutta l’esagerazione che viene sbattuta in faccia allo spettatore, come un fiume in piena, dal primo minuto. Il ritmo non cala mai, se non verso la fine per ovvie ragioni. Le sensazioni che proverete saranno sinusoidali, ovvero si sale e si scende come l’effetto di una droga che prima da la carica e poi vi stende. Questo permette di arrivare a toccare diverse fasce nello spettro emozionale: esaltazione per ogni successo, sballo per le feste orgiastiche, commozione per alcuni discorsi e rassegnazione per un finale che banalmente non può e non deve essere roseo.
In tutto questo, abbiamo un Di Caprio che mostra il suo vasto repertorio di attore completo e praticamente regge il film da solo. Personalmente il prezzo del biglietto è stato ripagato già solo con la scena dove l’effetto del quaaludes, una droga invecchiata di quindici anni, coglie Jordan ad un telefono pubblico lontano da casa. L’effetto principale è una paralisi quasi totale che impedisce di parlare e camminare ma solo di strisciare. Lascio a voi immaginare come sia rientrato a casa! Non mi sento di nominare il resto del cast perché nessuno mi ha impressionato in modo particolare, forse solo Jonah Hill si è dimostrato una buona spalla nei panni di Donnie Azoff.
Per quanto riguarda il regista, Martin Scorsese, non sono degno di dire nulla se non che non sbaglia mai un film (qualche errore di gioventù può essere perdonato) e quest’ultima pellicola è la prova che siamo di fronte a uno dei più grandi registi della storia.
Il tema del film non è certo una novità, anzi tutti si sono psicologicamente preparati al confronto con il Wall Street di Oliver Stone. Confronto che viene vinto, nonostante Gordon Gekko sia sicuramente un personaggio più cupo e spietato. Non dimentichiamoci che per questa parte, l’ormai stagionato Michael Douglas vinse l’Oscar come miglior attore protagonista. Vediamo se il nostro Leo riuscirà a portare a casa questa benedetta statuetta e pareggiare così i conti (d’altronde negli ultimi anni ha abituato il pubblico a ruoli superbi in film come The Departed, Shutter IslandInception, J. Edgar, Django Unchained, eccetera…). A proposito di statuette, qualche comunicazione di servizio in merito alle 5 nomination ricevute dal film:

  • Nomination Miglior film
  • Nomination Miglior regista (Martin Scorsese)
  • Nomination Miglior attore protagonista (Leonardo Di Caprio)
  • Nomination Miglior attore non protagonista (Jonah Hill)
  • Nomination Miglior sceneggiatura non originale (Terence Winter)

Sono giunto al momento del fatidico voto, non è mai facile da assegnare perché molto dipende dal genere del film, dal periodo in cui viene mandato in sala e dai rivali che ha in quel momento, dalle sensazioni immediate e da quelle che rilascia nei giorni successivi. È sicuramente un film che consiglio a tutte le persone che non hanno problemi a prendere atto degli aspetti più crudi che la vita può offrire. Darei un 7.5 per il film in se ma la mia valutazione viene sicuramente influenzata a salire da due aspetti: il primo, come avrete ormai capito, dall’apporto dato dall’attore protagonista e il secondo, dal fatto che le 3 ore di proiezione sono passate in un lampo.

Voto: 8+

“Mi chiamo Jordan Belfort. L’anno in cui ho compiuto 26 anni ho guadagnato 49 milioni di dollari, il che mi ha fatto molto incazzare perché con altri 3 arrivavo a un milione a settimana.”

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Informazioni su Fede Ota

Blogger semplicemente per passione, quella per il cinema, e amicizia, la mia spalla Francesca. Spero che le mie righe possano offrirvi 5 minuti di svago giornalieri e qualche consiglio per me, quindi non fate i timidi e commentate. Nel poco tempo libero che mi rimane, cerco di alimentare le mie passioni: giochi di carte e in scatola (in pole, Bang), videogiochi (in pole, Diablo III) e fumetti (ormai pochissimi manga e tanto Zerocalcare e graphic novel varie).

2 commenti su “Attenti al lupo…di Wall Street!

  1. […] a pubblicare questa recensione perché ci tenevo a farla uscire in parallelo con quella di The Wolf of Wall Street, visto che si tratta dei film più accrediti per vincere l’Academy Award for Best Picture. […]

  2. In realtà commento anche se non ho ancora visto il film.
    Spero che sia la volta buona per Leo, almeno la smettono di prenderlo per i fondelli. (mi ricordo la trollata che gli hanno giocato agli oscar dell’anno scorso, in cui Django a ha vinto tutti tranne che lui) XD
    Chiara

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