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L’apparenza inganna…sempre!

american-hustle-posters-sonyCome avrete notato, ho aspettato un po’ a pubblicare questa recensione perché ci tenevo a farla uscire in parallelo con quella di The Wolf of Wall Street, visto che si tratta dei film più accrediti per vincere l’Academy Award for Best Picture. Ovviamente ci sono altri film in nomination e potrei essere tranquillamente smentito, ma sento di poter dire che questi sono i due cavalli che arriveranno testa a testa al traguardo.
Ammetto di essere andato a vedere AMERICAN HUSTLE – L’APPARENZA INGANNA per il cast di altissimo livello. Si spazia dall’ormai totale Christian Bale alla giovane e frizzante Jennifer Lawrence, ormai sulla cresta dell’onda, per finire con un cameo dell’eterno Robert De Niro. Insomma, i film sulle truffe non fanno per me o perlomeno lo credevo fino alla visione di questo film.
È una di quelle pellicole da vedere per forza, quindi vorrei cercare di non raccontarvi troppe cose. Siamo in una sorta di Inception dell’illegalità ovvero una truffa nella truffa dove ovviamente si vanno a toccare tutti gli aspetti must del genere ovvero corruzione, FBI e mafia rigorosamente italiana. Lo svolgersi degli eventi accompagna lo spettatore passo per passo, quasi a farlo diventare un complice dei protagonisti, quindi non ci saranno mai sorprese eclatanti. Tuttavia tutto è studiato nei minimi dettagli, quasi a rendere fattibile qualsiasi evento e forse è proprio la serietà del film il vero pezzo forte, nonostante dei personaggi “macchietta”.Siamo stati abituati a vedere Bale in panni eroici, misteriosi e drammatici ma qua avremo a che fare con un uomo sovrappeso, Irving Rosenfeld, che porta il suo orribile riporto con orgoglio. La classica persona a cui apparentemente non dareste 1 cent ma che ha il giusto carisma e fascino intellettuale da ammaliarvi e, appunto, fregarvi. Sua moglie viene interpretata dall’eroina per antonomasia, la Ragazza di Fuoco, che questa volta si esalta con la parte di una euforica casalinga depressa che riesce tuttavia a risultare affascinante (per la serie “ci è o ci fa?”). Vorrei spendere due parole per gli altri attori protagonisti (o non protagonisti che dir si voglia), ovvero Bradley Cooper e Amy Adams: non servo certamente io per dire che sono degli attori eccellenti, però trovo che sia la classica situazione del “vorrei ma non posso”. Dal punto di vista tecnico sono ineccepibili ma sono sempre un gradino sotto ai grandi attori della nostra epoca, tra cui invece inserisco senza ombra di dubbio proprio Christian Bale.
Per quanto riguarda Jeremy Renner, non sono ancora riuscito ad inquadrarlo del tutto ma come vi sarete accorti, nel 2013 è stato presente in diversi film e sappiate che quest’anno non ce ne libereremo facilmente: prezzemolo.
Il regista David O. Russell, nonché co-sceneggiatore, ha sicuramente fatto un ottimo lavoro perché alla fine della storia si ha una sensazione di sazietà. La concentrazione rimane alta per tutti i 138 minuti in quanto si ha un susseguirsi degli eventi in crescendo. Si parte dalle piccole truffe e si cresce fino a perderne il controllo, così come il poliziotto in cerca di riscatto (mai considerato forse è la visione più corretta) si infila in un caso più grande di lui perché è lui stesso a renderlo tale. Ognuno di loro è artefice e prigioniero del proprio castello di menzogne e falsità che devono cercare di tenere in piedi il più possibile per raggiungere l’obiettivo. Un obiettivo che va aldilà dell’ovvia buona riuscita del piano e della sopravvivenza ma va a toccare le corde più intime della vita privata.
Ho visto due insegnamenti in questo film. Il primo che viene percepito già a metà visione, ovvero la classica massima del “chi si accontenta gode” perché a esagerare nelle cose, si ha sempre da perdere alla fine. Il secondo, forse più profondo, arriva nel finale e mi è particolarmente piaciuto: tutti possono fare degli errori che spesso potrebbero influenzare l’andamento della propria vita in modo drastico, però trovando la giusta forza interiore in se stessi e nelle persone amate, si ha sempre la possibilità di rimettersi in carreggiata. A volte siamo noi stessi che dobbiamo darci una seconda possibilità.
Notevoli i costumi e il trucco che ricalcano i meravigliosi anni ’70, non stessi perdendo i capelli mi farei una pettinatura in stile Carmine Polito, l’ingenuo sindaco della città di Camden, nel  New Jersey, dove si svolge principalmente il racconto.
Visto che l’assegnazione degli Oscar 2014 è imminente, qualche comunicazione di servizio per far comprendere meglio il livello tecnico del film:

  • Nomination Miglior film
  • Nomination Miglior regista (David O. Russell)
  • Nomination Miglior attore protagonista (Christian Bale)
  • Nomination Miglior attrice protagonista (Amy Adams)
  • Nomination Miglior attore non protagonista (Bradley Cooper)
  • Nomination Miglior attrice non protagonista (Jennifer Lawrence)
  • Nomination Miglior sceneggiatura originale (David O. Russell e Eric Warren Singer)
  • Nomination Miglior montaggio (Jay Cassidy, Crispin Struthers e Alan Baumgarten)
  • Nomination Miglior scenografia (Judy Becker e Heather Loeffler)
  • Nomination Migliori costumi (Michael Wilkinson)

Dieci nomination non sono da tutti ma a volte i pareri degli esperti sono differenti da quelli del pubblico, quindi sta a voi stabilire se si tratta semplicemente di un buon film o di qualcosa fuori dal comune che riguarderete con piacere anche in futuro.
Personalmente l’ho trovato un ottimo film, completo, senza tempi morti, dove il livello medio di recitazione è senza dubbio alto. Inoltre, come ho accennato all’inizio, mi ha fatto apprezzare una trama basata sulle truffe nonostante si tratti di un argomento snocciolato più e più volte nella storia del cinema.
Ce la faranno i nostri truffatori a ingannare l’Academy e aggiudicarsi qualche statuetta? Non ci resta che attendere, nel frattempo American Hustle è sicuramente promosso.

Voto: 8

“L’arte di sopravvivere, è un’avventura che non finisce mai” (Irving Rosenfeld)

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Informazioni su Fede Ota

Blogger semplicemente per passione, quella per il cinema, e amicizia, la mia spalla Francesca. Spero che le mie righe possano offrirvi 5 minuti di svago giornalieri e qualche consiglio per me, quindi non fate i timidi e commentate. Nel poco tempo libero che mi rimane, cerco di alimentare le mie passioni: giochi di carte e in scatola (in pole, Bang), videogiochi (in pole, Diablo III) e fumetti (ormai pochissimi manga e tanto Zerocalcare e graphic novel varie).

Un commento su “L’apparenza inganna…sempre!

  1. […] qua siamo di fronte a un Leonardo Di Caprio TOTALE. Nella recensione precedente, ovvero quella di American Hustle, ho precisato di volerle far uscire insieme proprio per permettermi dei raffronti tra i due film […]

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