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Lo Hobbit – La desolazione di Jackson

Lo Hobbit - La Desolazione di SmaugSettimana ricca di impegni che mi hanno fatto slittare la visione de LO HOBBIT – LA DESOLAZIONE DI SMAUG a questo weekend. Ciò è stato un male. Un male perché ieri sera su Rete 4 andava in onda per l’ennesima volta “La compagnia dell’Anello”. Risultato? Alla fine ero appeso al lampadario della camera, brandendo una spada e parlando elfico. Sicuramente non lo stesse sensazioni all’uscita della sala e questo mi dispiace molto. Per carità, sicuramente un piccolo salto di qualità rispetto alla prima pellicola c’è stato ma il fatto che il film raggiunga la sufficienza grazie a dei personaggi non presenti nel libro, è tutto un dire.
Si inizia con un flashback ovvero l’incontro tra Thorin Scudodiquercia, l’erede del popolo di Durin, e Gandalf il Grigio, presso Brea, nell’ormai nota locanda de Il Puledro Impennato. Qua si pongono le basi per quello che è poi successo nel “Un viaggio inaspettato” e si riprende 12 mesi dopo con il proseguo del viaggio di Bilbo, Gandalf e i 13 nani (nel remake, nella versione originale erano 7…ok vado a seppellirmi, l’influenza della Disney negli ultimi anni mi sta facendo male) per raggiungere Erebor e ripristinare il regno del Re sotto la montagna.

Non è il caso di farvi un riassunto più dettagliato della trama, sia perché non vorrei rovinarvi la visione, sia perché vorrei evitarmi questa tortura, in quanto mi sono già sorbito quasi 3 ore di 3D forzato non proprio entusiasmante. Mi limiterò a snocciolare i punti che mi hanno colpito, pochi, e quelli che mi hanno fatto storcere il naso.

IN
– ora capisco perchè sono stati inseriti Legolas e Tauriel: per dare un po’ di vita al film !!! azione, inseguimenti, combattimenti decenti e anche un bel vedere onestamente, perchè tra elfi e nani il paragone non regge in ogni caso;
– apprezzabile il vedere piccole tracce del rapporto padre-figlio di personaggi ormai leggendari, come il Re Thranduil con Legolas e Glóin che tiene la foto del suo piccolo Gimli nel ciondolo al collo;
– vedere un drago della portata di Smaug fa sempre piacere ma i film degli ultimi 10 anni ci hanno abituato a questo e altro. La voce calda di Luca Ward fa guadagnare sicuramente punti al drago usurpatore che, in attesa del terzo episodio, rimane il punto di forza.

OUT
– ebbene si, dietro al Negromante si nasconde il ritorno di Sauron, l’Oscuro signore. La scena in cui si rivela sotto forma di Occhio a Gandalf è qualcosa ai limiti dell’epilessia. Alla fine del trip ero attaccato alla poltrona come un gatto che non vuole finire dentro una vasca da bagno;
– un minimo di ritocco per Legolas e Gandalf sarebbe stato gradito, si vede palesemente che gli attori sono decisamente invecchiati rispetto a quando hanno recitato nella trilogia de Il Signore degli Anelli;
– che dire di Tauriel, sicuramente un personaggio interessante e una presenza femminile decisamente notevole, se non l’unica. Peccato che abbiano deciso fosse appassionata del grande bardo De André e quindi anche lei vuole scoprir se è vero quanto si dice intorno ai nani, che siano i più forniti della virtù meno apparente, fra tutte le virtù la più indecente zan zan!! Ovviamente facciamo tutti il tifo per il nanetto Kìli, non sia mai che Legolas, affascinante, forte, immortale, reale, etc.. debba pure accoppiarsi con cotanta bellezza;
– i nani dovrebbero essere la razza più intelligente giusto? Perlomeno grandi inventori e ingegneri. Qualcuno mi spieghi com’è possibile che possano pensare di sconfiggere un drago, che ha preso in sacco un intero regno sotto una montagna, con delle bombette infiammabili e una colata di metallo fuso che la bestia si è scrollata di dosso come rugiada su un petalo. Queste sono le basi del combattimento, roba che si impara su Pokémon Rosso Fuoco e Verde Foglia: un tipo fuoco è immune agli attacchi di fuoco!

Da segnalare una collaborazione italica che ha visto il fratello dell’attaccante juventino, Fabio Quagliarella, recitare nei panni di Bard l’Arciere.
800px-Bard_l'Arciere

Chiaramente ho voluto scherzare un po’, altrimenti avrei avuto ben poco da dire su un film che non mi ha particolarmente entusiasmato, se non per le ambientazioni e per qualche chicca nerd. È chiaro che un terzo episodio non farà altro che allungare l’agonia de Lo Hobbit, dove il regista neozelandese ha sicuramente perso dei punti rispetto alle emozioni regalateci con la prima trilogia e alle 17 statuette vinte e ben 30 nomination agli Oscar. È giunto il momento del voto, mi sento molto maestro che dice ai genitori “Vostro figlio è bravo ma in questo quadrimestre non si sta applicando per niente. Potrebbe fare decisamente di più!”.

Voto: 6

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Informazioni su Fede Ota

Blogger semplicemente per passione, quella per il cinema, e amicizia, la mia spalla Francesca. Spero che le mie righe possano offrirvi 5 minuti di svago giornalieri e qualche consiglio per me, quindi non fate i timidi e commentate. Nel poco tempo libero che mi rimane, cerco di alimentare le mie passioni: giochi di carte e in scatola (in pole, Bang), videogiochi (in pole, Diablo III) e fumetti (ormai pochissimi manga e tanto Zerocalcare e graphic novel varie).

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