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Hunger Games: La ragazza di fuoco

la-ragazza-di-fuoco-film Ho aspettato l’uscita di HUNGER GAMES: LA RAGAZZA DI FUOCO con lo stesso stato d’animo che si ha per l’attesa delle vacanze di Natale (no, non sono un grinch sociopatico, adoro le feste!). Non mi sento molto imparziale in quanto ho adorato alla follia la trilogia di Suzanne Collins e il primo film mi aveva fatto una buonissima impressione per diversi motivi. Si riprende da dove ci avevano lasciati, ovvero con Katniss e Peeta freschi vincitori della 74esima edizione degli Hunger Games. Caso unico visto che solo un partecipante è destinato a sopravvivere al mortale reality show, organizzato ogni anno per ricordare la supremazia di Capitol City sui 12 Distretti dello stato di Panem. Questo sequel mantiene lo stesso ritmo del primo, veloce e ansiogeno quanto basta. La sensazione di essere sempre spiati dalle telecamere, una nuova edizione degli Hunger Games dove i partecipanti sono selezionati tra i vecchi vincitori e che fa ricadere questi ultimi in uno stato di rabbia e terrore, scene di impotenza come la fatale aggressione ai danni del geniale costumista Cinna, ecc.. Questo film non da tregua e le 2 ore e mezza di proiezione passano in un baleno.Vorrei analizzare velocemente qualche aspetto del film che mi è sembrato anche toccante in alcuni punti o forse il sottoscritto era in modalità sensibilità estrema visto che, durante il discorso dedicato a Rue nel Distretto 11, le mie ghiandole lacrimali sono state decisamente stimolate.
Adoro il rapporto che si è venuto a creare tra i due protagonisti, si vive proprio l’indifferenza totale e si vede un po’ alla volta crescere il sentimento. È finalmente la vittoria del bravo ragazzo che ha sempre fatto di tutto e di più per la sua amata che, solitamente, di solito preferisce intrattenere ambigue relazioni col belloccio e forzuto di turno come Gale (caro Liam Hemsworth, sei molto lontano dal livello “divino” di tuo fratello maggiore). Insomma, forza Peeta tutta la vita! Forse un po’ eccessiva la rappresentazione degli abitanti di Capitol City come una massa di ignoranti, attenti solo all’aspetto, amanti delle comodità e della tecnologia e sempre più bisognosi di assistere a della violenza gratuita. Ehi un momento, questa descrizione mi ricorda qualcosa!! Credo sia il caso di non rifletterci troppo… Spezzo una lancia a favore del Presidente Snow, una sorta di moderno dittatore che regna con una politica di terrore e oscurantismo, nonostante io non sia un amante dei personaggi “villain” ho apprezzato moltissimo la coerenza con cui è stato caratterizzato. Lui è un vecchio stronzo acido. Lo è sempre. Si percepisce in qualsiasi sua frase, in qualsiasi suo gesto e riesce facilmente a farsi odiare, quindi direi missione compiuta.

Non mi stuferei mai di parlare invece di Jennifer Lawrence, ormai calatasi perfettamente nei panni dell’eroina generazionale e attrice completa nonostante la giovane età (pensavo che le persone nate negli anni ’90 fossero una leggenda metropolitana). Forse ci sarebbe ancora da lavorare leggermente sulle espressioni di rabbia che non sono ancora così credibili, ma diciamo che si tratta di una critica forzata.
Chi invece merita un riconoscimento assoluto è la costumista Trish Summerville che è riuscita nell’impresa di creare degli abiti che non fanno rimpiangere quelli della pellicola precedente, anzi forse sono anche di una qualità superiore. Meravigliosi quelli di tutti i tributi che sfilano su delle bighe durante la presentazione dei giochi ma l’apice si raggiunge sicuramente con l’abito da sposa di Katniss che prendendo fuoco si trasforma in un’incantevole ghiandaia imitatrice, simbolo della saga.

Vorrei che il seguito, Il Canto della Rivolta, uscisse domani. Purtroppo siamo vittime di massicce operazioni di marketing che hanno portato ad una moda antipatica, ovvero quella di dividere i finali dei film in due parti. I primi annunci parlano della Parte 1 nel 2014 e la Parte 2 nel 2015 ma personalmente spero che i tempi vengano ristretti in quanto rischio un esaurimento nervoso nel dover gestire tutta questa attesa.
Film promosso sotto tutti i punti di vista, direi che merita sicuramente di andare a risiedere nel Villaggio dei Vincitori!

Voto: 8.5

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Informazioni su Fede Ota

Blogger semplicemente per passione, quella per il cinema, e amicizia, la mia spalla Francesca. Spero che le mie righe possano offrirvi 5 minuti di svago giornalieri e qualche consiglio per me, quindi non fate i timidi e commentate. Nel poco tempo libero che mi rimane, cerco di alimentare le mie passioni: giochi di carte e in scatola (in pole, Bang), videogiochi (in pole, Diablo III) e fumetti (ormai pochissimi manga e tanto Zerocalcare e graphic novel varie).

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